The Travel
Venezuela - 2009-09
Friday, September 30, 2009, 04:44PM - Colombia

Il primo di settembre siamo ritornati dall´Europa a Sud América.
Più precisamente a Caracas in Venezuela, dove ci stavano aspettando il nostro cane Charlie e la nostra camionetta Bambi.
Abbiamo dovuto rimanere a Caracas due giorni, aspettando che arrivino le valigie che si erano perse nell`aeroporto di Roma.
La temperatura della città era altíssima, il transito delle auto era caotico con migliaia di motociclisti senza casco che ci adelantavano senza prudenza suonando ininterrottamente il claxon.
In questo inferno terreno l´ironia più perversa, erano i cartelloni di Chávez, sparsi per tutta la città, con delle sue promesse di future opere pubbliche e una qualità di vita migliore per tutti.

Dopo fare uno sforzo sopra umano per potere asimilare il contrasto fra il confort del primo mondo e questo terribile octavo o nono mondo, siamo andati a cercare la Bambi che era guardada nell taller di Luciano De Angelis, un nostro amico italiano di Roma. Luciano 25 anni fa si è trasferito a vivere in Venezuela per lavoro.
In quelli anni con molto sforzo è aperto una sucurzale della concesionaria Iveco. Noi per tre mesi gli abiamo lasciato la Bambi e lui li ha rifatto parte della carrozeria senza cobrarci nemeno un euro.
Per la verità questa è la prima volta in questo viaggio , e unica, che qualcuno ci regala del suo lavoro per la camioneta.
Grazie Mille Luciano!!!!!!!!!!

Con la Bambi come nuova, siamo andati a cercare a Charlie, che era nella casa di Pedro Gamero. Pedro ha un alenamento di Pastori Tedeschi nella città di Guarenas, a pochi kilometri di Caracas. Già nell country di Chalet Ville, e a 100 metri prima di arrivare a la sua casa abbiamo visto da lontano a Charlie, e ci ha fatto una bella sorpresa vederlo fermarsi di giocare con gli cani e appuntare le orechie verso di noi. Imaginiamo che ha riconosciuto il suono particolare del motore della Bambi.

La emozione de tutte e tre è stata grande al rincontrarci.
Charlie ci ha ricevuto facendo dei salti e dandoci i suoi baci.
E anche aveva il forte stimolo di continuare a giocare con i suoi amici, non si ha diviso mai più di noi.
Abbiamo comprobado che si ricordava tutto quello che le abbiamo insegnato, ripondendo alle ordine più velocemente che prima. Lo abbiamo trovato più grande, muscoloso con i capelli brillanti, rilasato e felice. Sembra che in questa vacanza si è divertito molto.

La casa di Pedro, e la casa della sua suocera Ana María, tutte e due dentro de lo steso Country, sono circúndate di alberi e con giardini pieni di fiori.
La famiglia Gamero ci ha ricevuto con una grillata alla venezuolana con carne e bananas ai ferri.

Pedro ci ha invitato a pasare insieme a loro il fine settimana e ci ha presentato a sua figlia adolescente, con la quale Charlie ha giocato molto.

La moglie e suocera di Pedro si chiamano tutte due Ana Maria e sono argentine.
La suocera è biologa e si è transferita in Venezuela per lavoro veinte anni fa, insieme a suo marito e loro figli.

Durante quel fine settimana abbiamo chiacchierato abastanza e noi abbiamo cerato di capire come vivono loro la situazione politica e sociale di Venezuela.

E come sono una famiglia di medici ci hanno raccontato un po` sulla problemática dei servizi pubblici di salute, con una quantità di pazienti che muoiono nelle porte degli ospidali per la mancanza di letti a anche pazienti ingresatti che muoiono nei letti per mancanza di medicina.
I nipoti di Pedro: Erika e Gabriel, hanno già perduto la speranza di una miglioranza nella situazione del paese e sognano con trovare delle posibiltà di lavoro nell`estero come medici.

Abbiamo salutato alla famiglia Gamero, molto riconoscenti per la loro ospitaltà e sopartutto per il amore con il quale hanno tenuto a Charlie per tre mesi.

Già con tutta la nostra famiglia unita, siamo partiti fino a San Antonio de los Altos, un`altra piccola citta vicina a Caracas.
Lì vivono i nostri amici, la famiglia Pinzan, che ci avevano ospitao già in giugno.
Paolo Pinzan é nato a Murano in Italia e è arrivato quando aveva 11 anni, insieme a suo papa e fratelli. Il papà e lo zio di Paolo hanno fondato una fabbrica di vetri a San Antonio, dove ancora fanno lampadari, vasi e altri oggeti.

Questa fabbrica ha dato lavoro ai figli, fratelli, e nipoti della famiglia Pinzan, e nel migliore momento economico ha dato lavoro a cinquanta operai e più.
In questo momento il figlio di Paolo: Jean Paolo Pinzan e il nipote: Giuliano Pinzan, portano avanti questa fabbrica di vetro.
Per la dificile situazione del paese la fabbrica ha in questo momento soltanto alcuni pochi impiegatti.

Paolo Pinzan a San Antonio ha formato la sua famiglia e a fatto la sua casa in un terreno vicino alla fabbrica. Negli ultimi anni ha regalato un pezzo di terreno a Jeampi.

Jeampi ci ha invitato a parcheggiare la Bambi accanto alla sua nuova casa che sta per terminare, permettendoci di agganciarci alla elettricità e utilizzare l'acqua.
Abbiamo passato due settimane vivendo lì con un clima fresco e una vista spettacolare.

Con Paolo Pinzan, in quelle due settimane abbiamo partecipato a feste e inviti e abbiamo ascoltato la sua musica, che suona con il suo gruppo rock.

Sua moglie Teco, ci ha ricevuto con molta alegria, ballando, cantando cucinando. Geniale Teco!

Ornella, sua figlia, è una maestra di asilo e c`era felice con delle sue "cocos" nuovi, vuol dire pere fatte.

E Jeampi, sempre di bell`umore, un amigo molto in gamba "pana burda", come dicono i venezuolani.

Arrivó il cumpleanno di Isabela, la fliglia di Jeampi e Karen.
Loro hanno fatto una bellisima festa piena di bambini e amici fra y quali eravano noi per vedere a Isa spendere le sue 3 candele.

Il seguente fine settimana Jeampi e Karen ci hanno invitato alla loro casa al mare dentro del Parco Nazionale Morrocoy. Abbiamo fatto paseggiate in bote per conoscere alcune isole.

In questa bella paseggiata Karen ci ha oferto di mangiare pesce fresco, ostriche, gamberi e polpo, tutto freschisimo!!!

È stato bellisimo vedere a Isa giocando con suo papa nell mare trasparente del caraibe.

Per la sera abbiamo conosciuto al papa di Karen, un profesore universitario, e insieme al suo amico Pedro gli abbiamo sentito parlere su come elaborare energía, sul svilupo della tecnología e le nuove riecerche nella bio ingenieria.
Molto interessante!
Abbiamo condiviso con gli amici di Jeampi: Roberto, Julio e Ronnie una grillata che hanno fatto.

Tutti mentre si mangiava e si chiachierava hanno devuto litri e litri di birra.
I venezuolani sono amanti della birra, del ron e sopratutto del whisky pero in gran quantità.
Loro stessi dicono que il suo paese continua a flote porche Chávez ancora non li ha tolto la birra. non ancora.

Noi da marzo quando eravamo a Cartagena, abbiamo cominciato a cercare un barco che possa portare la Bambi a Panamá.
Abbiamo scrito a molte agenzie maritime, pero purtropo i preventivi erano molto alti, molto di più di quanto è costato portare in barco alla Bambi dell`Europa all`America.

Allora, siamo arrivati a Venezuela, cercando prezzi meno costosi.
Purtroppo dopo di mesi cercando, ci hanno risposto soltando poche agenzie, e ci hanno spiegato sulla corrupzione dei doguenieri che chiedono soldi, fatto che duplica el prezzo totale.
Secondo quello che raccontavano altri viaggiatori , il problema è che se non se li paga questo soldi, nell momento di presentare i documenti la "burocrazia doganera" ti può ritenere per giorni o settimane, rischiando a perdere la uscita del barco.

Finalmente abbiamo ricevuto una risposta de una naviera di Cartagena, che ci fa il trasferimento per un prezzo ragionevole.
Per questo motivo abbiamo deciso di uscire di Venezuela e tornare a Colombia. Pensiamo che e abbastanza triste lasciare questo paese senza conoscere le Isola Margarita o Los Roques, la Gran Sabana, o il Salto del Ángel.
Pero, dopo di vivere un mese in Venezuela, tutte le persone con le quali abbiamo parlato ci hanno alertato sull`insegurità e alla fine ci è passata la voglia di ramanere e conoscere.

Venezuela è praticamente preso dei deliquenti, ci solo furti, rapine e secuestri delle persone. Si vede una mancanza generale di respeto e respaldo. Non ci sono delle polizzoti e la grande maggioranza delle persone non respeta la legge. Tutti fanno cazzi suoi, tutto sembra essere pelicoroso, abusivo, e fatto male. Noi siamo stati victime delle camionisti che ci superavano a tutta velocità da destra, nella corsia di sorso. Sulla autostrada abbiamo visto quantità di auto violando la legge di transito senza placa e a volta senza vetri.

In un paese petroliero, dove la gente si lamenta di non trovare la carta higiénica o lo zuccero. Convivono con la dura problemática de la mancanza dei servizi della reccolezione della spazzatura. Noi siamo stati testici della interruzione della corrente.
Abbiamo ascoltato immigranti che sono arrivati senza una lira fa 40, 50 o 60 anni e hanno lavorato molto per farcela e sono diventati richi, peró purtropo e in questo momento che già sono vechi ritornano al suo paese di origine poveri e depresi, espropiati delle loro dite, case, machine che legitimamente hanno conquistati con il suo lavoro.

Dopo di sperimentare tutte queste delizie del octavo o nonno mondo, siamo usciti felici di uscire.
Anche felici di avere potuto conoscere persone molto in gamba che oggi sono diventati i nostri amici.
Come l`ultimo amico "chamo" che abbiamo conosciuto nella città di Coro.
Eduardo, un compagno di studio di Giuliano Pinzan, il cugino di Jeampi. Eduardo ci ha ricevuto a casa sua, ci ha lasciato parchegiare la Bambi nel suo terreno, ci ha prestato il suo bagno per fare una bella doccia e ci ha cucinato i suoi hot dog, che vende proprio di fronte a casa sua.
I migliori che abbiamo assagiato in Sud America.

Senza dubbio lo più bello di avere conosciuto Venezuela è stato degli amici che abbiamo fatto: Jimmy, Oscar y Luciano, Pedro y Ana María, Paolo y Teco, Jeampi y Karen, Tommy, Ornella, Giuliano y Eduardo.
Ci vediamo!

Abbiamo lasciato la frontiera di Venezuela dietro di noi e siamo rientrati a Colombia. Va be. entrare e una maniera di dire, già che il ponte fra le due paesi era bloccato per una manifestazione dove la gente riclamava opere pubbliche promese dal governo. Noi aspetavamo lì, sul ponte sotto il sole di mezzo giorno in quella parte che non aparteneva ne a Venezuela ne a Colombia.

Una volta in Colombia e dopo aver percorso 250 kilometri siamo arrivati al camping Casa Grande del nostro amico Jota.
Jota ha visuto alcuni anni in Canada esiliato per l´insegurità della F.A.R.C.
Alcuni mesi fa è tornato alla sua amata Colombia insieme a sua moglie e figli canadesi. Jota ci ha ricevuto con molta alegría.

Ci ha presentato agli altri ospiti del camping: una coppia di austriaci e un italiano di Lucca.
L´italiano viaggiava con un suo amico argentino in un auto Renault 4, facendo il suo percorso per le terre "sudacas".
Spettacolare!

Questo italiano - parlando in italiano - ci ha chiesto: -vi piacerebbe un mate?
Vuol dire: io mezza japonesa e mezza catalana, prendendo una bevanda tipica argentina in Colombia, oferta da un italiano, che abbiamo condiviso con degli austriaci. Una vera e propria globalizazione culturale!

Abbiamo ripreso il nostro cammino verso a Cartagena de Indias.
Sulla autostrada quallo che abbiamo visto, in confronto con Venezuela ci sembrava primo mondo.
Voglio dire: strade senza buchi, meno sporcizia, l'esercito lungo le strade per mantenere la sicurezza. I cartelli che indicavano i kilometri che mancavano per arrivare alla seguente città. Tutto povero pero dignitoso.

L`ultima settimana di settembre siamo arrivati a Barranquilla.
Ci aspetava il nostro amico Ricardo Alvarez, che è anche il papa de Adri, sposata con massi uno nostro amico italiano.
Ricardo ci ha ricevuto a casa sua e grazie a la sua gentilezza abbiamo riposato con l'aria condizionata e potuto lavorare per riprendere il viaggio.

In quella settimana, Paolo ha fatto vedere i freni della Bambi, una perdita di olio e le cinghie dell'aria condizionata che in questo mese si sono rotte già tre volte.
Poverina e vechietta e tutto il tempo ha delle sue picole malattie.
Per questo Paolo le ha comprato dei ricambi originali, per il dubbio e anche per coccolarla (e avere noi un po' di conforto dal tanto calore) le ha fatto una nueva finestrina dietro.

Abbiamo salutato a Ricardo, molto riconoscenti di quello che aveva fatto per noi e le abbiamo regalato un porta retrato con delle foto de sua figlia, genero e nipoti insieme a noi in Italia nel mese di agosto.
Già forma parte del soggiorno della sua bella casa.

Il 30 settembre sera, siamo arrivati alla coloniale città di Cartagena e abbiamo avuto un appuntamento con l`Agencia Naviera ci porterá la Bambi in un cargo fino a Panamá.
Ci hanno spiegato la quantità incredibile di documneti che doviamo presentare e sul controlo antidroga, etc, etc, etc.

Le due prime settimane di ottobre la passaremo facendo tutti tramiti e risolvendo la logística di come coordinare la uscita del trasferimento della camioneta con i nostri aeree, taxi, alberghi, che senza la Bambi e con Charlie non è mica facile.
Va beh. incrociate le dita e vi racconteró nella la prossima puntata.